Accedi
0
0,00  0 prodotti

Nessun prodotto nel carrello.

Carrello

Novembre 07, 2018  In evidenza

In questo articolo vorremmo parlarvi di una ricchezza artistica-storico-culturale-religiosa del nostro territorio, situata a pochi passi dai nostri punti vendita di Corso Boccalini: il Santuario di Loreto.

Ogni anno milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo si ritrovano nella città di Loreto per visitare uno dei luoghi più importanti della tradizione cristiana: il Santuario della Santa Casa di Loreto. La Basilica è anche una splendida opera architettonica, un luogo ricco di storia e spiritualità che vi saprà emozionare.

La storia del Santuario di Loreto:

Il Santuario di Loreto conserva, secondo un'antica tradizione, la casa nazaretana della Madonna. La dimora terrena di Maria a Nazareth era costituita da una scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell'Annunciazione a Nazareth, e da una camera in muratura di tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta. Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate dagli angeli nel territorio di Loreto. Oggi, grazie a nuovi documenti ritrovati, agli scavi archeologici a Nazareth e nel sottosuolo del Santuario di Loreto, l’ipotesi più accreditata è quello secondo la quale la Santa Casa fu trasportata a Loreto su una nave grazie alla famiglia Angeli, una nobile casata che regnava l’Epiro. La costruzione dell’attuale Basilica iniziò nel 1468 e l’edificio venne concluso nel 1587 con la costruzione della facciata.

Il Santuario di Loreto è considerato uno dei più importanti santuari al mondo devoto alla Vergine Lauretana, detta anche Madonna nera, ed è uno dei più importanti monumenti gotico-rinascimentali italiani, dove lavorarono i più grandi architetti come Giuliano da Sangallo e il Bramante, e artisti come Il Pomarancio, a cui si devono gli affreschi della cupola e della Sala del Tesoro.

Come raggiungere il Santuario di Loreto:

In aereo: potete raggiungere il Santuario di Loreto dall’aeroporto Ancona-Falconara: da qui Loreto è raggiungibile in taxi in trenta minuti, affittando un automobile o prendendo un autobus fino alla stazione di Ancona.

In auto: prendete l'autostrada A14 Bologna -Taranto con uscita Loreto - Porto Recanati e percorrete circa altri tre chilometri per raggiungere Loreto.

In treno: con Linee ferroviarie Milano-Bologna-Ancona-Lecce (scendendo alle stazioni di Loreto e Ancona) e Roma-Falconara-Ancona (con servizio di autocorriere da Ancona).

Servizio autobus: Ancona per Loreto e viceversa

Sito ufficiale del Santuario della Santa Casa di Loreto: http://www.santuarioloreto.it

Novembre 07, 2018  In evidenza

Una regione che spazia dal mare alla montagna, una terra ricca di sapori e tradizioni. Vogliamo proporvi un viaggio tra i prodotti tipici d'eccellenza marchigiana, i formaggi, i salumi, la pasta, il vino, selezionati da noi con cura per offrirvi solo il meglio della nostra tavola.

Il territorio marchigiano è ricco di piccole aziende agricole, norcinerie, aziende casearie e vinicole a conduzione familiare che tramandano di generazione in generazione l’arte di una produzione di qualità, di sapori autentici e genuini realizzati da sapienti mani artigiane.

Della tradizione norcina marchigiana, di origini antichissime, il prodotto più conosciuto è senz’altro il ciauscolo, salame morbido da spalmare sul pane. E poi salsicce di fegato, lonza, salamella piccante, salame Fabriano e molte altre delizie derivanti dalla tradizionale lavorazione del maiale.

All’interno del nostro negozio online potete acquistare anche pasta artigianale, olio e salse, prodotti al tartufo, zuppe, legumi e una sapiente selezione di vini marchigiani, birre artigianali e liquori del territorio.

- Mangiare marchigiano

- Bere marchigiano

- Scopri anche gli oggetti di artigianato artistico marchigiano in vendita nel nostro store: artigianato artistico

- Scopri i prodotti dei monasteri

NEL 1449, CIOE’ 570 ANNI FA, SI REGISTRA LA PRIMA VISITA DOCUMENTATA DI UN PAPA A LORETO. IL PAPA IN QUESTIONE E’ NICOLO’ V CHE RIPETE’ LA VISITA ANCHE L’ ANNO DOPO. IL SUO NOME ERA TOMMASO PARENTUCCELLI E NACQUE A PISA DA UN UMILE FAMIGLIA DI SARZANA NEL 1379, IL 15 NOVEMBRE. FU SEGRETARIO DEL CARDINALE ALBERGATI, A FIRENZE, VICE CANCELLIERE DI SANTA ROMANA CHIESA, ARCIVESCOVO DI BOLOGNA E LEGATO IN GERMANIA PER DELICATE MISSIONI. NEL 1446 DIVENNE CARDINALE E IL 6 MARZO DELLO STESSO ANNO FU ELETTO PAPA. DURANTE IL SUO PAPATO LAVORO’ MOLTO PER LA CONCORDIA DEI PRINCIPI ITALIANI ARRIVANDO, INFINE, ALLA PACE DI LODI DEL 1454. STIPULO’ UN TRATTATO CON L’ IMPERATORE FEDERICO III; REPRESSE LA CONGIURA DI STEFANO PORCARI E CHIUSE LA STAGIONE DELLO SCISMA OCCIDENTALE CONVINCENDO L’ANTIPAPA FELICE V A DEPORRE LA TIARA. MORI’ IL 24 MARZO DEL 1455. PAPA DI UNA GRANDISSIMA CULTURA UMANISTICA INFATTI IL PASTOR AFFERMO’: ”CON LUI SALI’ AL TRONO PAPALE IL RINASCIMENTO CRISTIANO“.

Gennaio 31, 2019  Territorio

Antico salame marchigiano che si contraddistingue per la sua spalmabilità dopo la stagionatura. Il suo nome dovrebbe derivare dal latino ciabusculum, termine che serviva ad indicare un piccolo cibo una merenda. Fonti autorevoli attribuiscono la nascita di questo salume così particolare e gustoso all’ influenza che la popolazione dei galli senoni ebbe sulle popolazioni locali. Nel 295 a.C. furono sconfitti in una sanguinosa battaglia dai romani a Sentino l’attuale Sassoferrato. In seguito alla sconfitta i superstiti si dispersero lungo l’appennino e trovarono rifugio e ospitalità tra l’attuale città di Matelica e Amandola. Quindi tra i paesi di Visso, Castelsantangelo sul Nera, Sarnano, l’unione tra queste due popolazioni hanno probabilmente dato vita a questo meraviglioso salume. E forse con la deportazione di prigionieri ebrei nel 70/71 d.C. da parte dell’ imperatore Vespasiano nei territori intorno a Visso, si ebbe la conoscenza di nuove tecniche di lavorazione del maiale, gli ebrei non lo mangiavano, ma erano bravi allevatori e bravi nel lavorare la carne che probabilmente aiutò ad affinare la lavorazione del ciauscolo. In questo sito ilbuonodellemarche.com potete trovare un ciauscolo di qualità, assoluta vincitore del primo premio a Cremona nell’ambito di cremonafiere e del primo premio a Sovillie in provincia di Siena, assegnato dal concorso pepe e sale, organizzato dalla ass. Cuochi alta Etruria, con il patrocinio dell’unione Cuochi toscani e della federazione italiana Cuochi. Inoltre sempre a Sovillie ha ottenuto la concessione dell’uso del marchio eccellenze di gusto. Ottimo, mangiato semplicemente con pane o focaccie o per sbizzarrirsi nella preparazione di svariati piatti …. seguiteci e presto vi daremo qualche suggerimento.

Febbraio 04, 2019

Territorio

Antica tecnica di stampa su tessuti che risale al XVII secolo che nasce in Romagna e alla fine del 1700 si diffonde anche nelle Marche, soprattutto nell’ alto pesarese. E’ una tecnica unica rimasta intatta nei secoli, infatti ancora oggi viene effettuata come secoli fa. Pochi ingredienti per ottenere un risultato meraviglioso -ruggine di ferro arrugginiti, farina e aceto. E’ questo impasto che viene passato su stampi in legno, noce o pero intagliati a mano, che vengono posizionati su tessuti di prima qualità percossi con pesanti mazzuoli. Una volta asciugato al sole il colore, oggi si sono aggiunti anche coloranti naturali all’impasto originale come il blu, il verde o il rosso, viene fissato con il ranno che è un lavaggio fatto con l’acqua bollente e cenere che renderà il tutto resistente a tutti i tipi di lavaggi e, soprattutto, lo renderà impresso indelebilmente nel tempo. Questo procedimento rende unici le stampe che difatti sono visibili su entrambi i lati del tessuto - il suddetto impasto infatti penetra nelle fibre del tessuto e quindi rende visibile il disegno su entrambi i lati del tessuto a differenza di qualsiasi altra tecnica di stampa. In questo sito potete trovare nella sezione artigianato artistico splendidi tessuti lavorati con questa tecnica.

Febbraio 07, 2019  Territorio

La roveja è un antico legume tipico dei monti sibillini fra Marche e Umbria. E' molto simile al pisello, il suo nome scientifico è pisum arvense e può essere usato come qualsiasi altro legume nei minestroni come contorno o come base per insalate fredde. Un tempo era molto diffuso nella zona montana del maceratese e del piceno in quanto è molto resistente al freddo e sopperiva alla mancanza di altri legumi, era molto usato anche dai pastori durante le transumanze quasi estinto una decina di anni fa si è ricominciato a seminare ed è stato subito ben accolto dai consumatori anche se tutt’oggi non c’è ancora una grande produzione il sapore, è una via di mezzo tra la fava e il cece il seme piccolo, varia di colore dal verde scuro al marroncino, la raccolta viene effettuata a fine estate e in seguito fatta essiccare. In dialetto maceratese in alcune zone è anche chiamato rubiglio oppure corbello. Prima del consumo necessita di ammollo in acqua per circa 12 ore, per la cottura necessita di circa 90 minuti. Seguiteci e presto vi daremo anche una ricetta semplice per gustare la roveja in maniera alternativa ... a presto quindi con la roveja che potete trovare in vendita in questo sito.

 

 

Febbraio 11, 2019

Ricette

Ingredienti per due persone: 400 grammi di roveja, due spicchi d'aglio, rosmarino, olio extravergine d'oliva, sale, pepe, pane. Dopo averla tenuta in ammollo per 12 ore circa, lessate la roveja per 90 minuti circa, 15 minuti nella pentola a pressione circa, successivamente frullatela, aggiungendo un bicchiere di brodo e mescolare bene per ottenere una crema fluida, scaldate nell'olio l'aglio e il rosmarino, senza farli bruciare, e filtrate l'olio che risulterà così aromatizzato. Aggiungetelo alla crema di roveja e amalgamate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Bruschettate le fette di pane e versateci sopra la crema di roveja: un filo d'olio extravergine sopra e .......... buon appetito

Febbraio 14, 2019

Ricette

La cottura dei cibi in potacchio è una caratteristica della zona con alla base il profumo di rosmarino, salvia, aglio e i pomodori maturi. Volendo si possono aggiungere anche delle olive nere. Pollo in potacchio, ingredienti per 4/6 persone: Un pollo tagliato a pezzi; Un rametto di rosmarino; Due spicchi d’ aglio; Due o tre pomodori maturi; Mezzo bicchiere di vino bianco; 8 -10 cucchiai d’olio d’oliva; Peperoncino; Salvia; Sale. Lavare i pezzi di pollo in acqua e aceto scolarli e metterli in una padella con l’aglio il rosmarini tritato e due foglie di salvia, i pomodori tagliati a pezzi, il peperoncino, il sale, l’olio, il vino. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua, coprire e lasciar cuocere a fuoco medio fin quando il liquido viene assorbito, circa 40 minuti. Quindi togliere il coperchio e molto lentamente lasciar rosolare i pezzi di pollo. Volendo, a metà cottura potete aggiungere delle patate a tocchetti così diventerà un piatto unico. Potete anche aggiungere olive nere. Buon appetito.

Febbraio 16, 2019

Ricette

Fusilli alla ricotta. Ingredienti: 400 gr di fusilli; 300 gr di pomodori maturi; 150 gr di ricotta fresca; 10 foglie di basilico; 3 cucchiai circa di olio extravergine di oliva; sale e pepe q. b. . Lavare i pomodori e, dopo averli scottati in acqua calda, sbucciarli e passarli quindi metteteli sul fuoco insieme all'olio extravergine di oliva. Aggiustate con sale e pepe e aggiungere le foglie di basilico. Lasciate cucinare per 10 - 15 minuti circa. Dopo aver cotto la pasta, scolatela e versatela in una zuppiera dove avrete messo precedentemente la ricotta spezzettata quindi aggiungete il sugo col pomodoro, mescolate per bene e ..... Buon Appetito .....

Febbraio 18, 2019

Territorio

Il farro è un cereale dalle origini antichissime. Le prime notizie storiche lo collocano fra la Palestina e la Turchia per poi estendersi lungo l’Africa mediterranea e l’Europa. Per gli antichi romani era il cereale per antonomasia. Nei culti della civiltà latina il farro era presente in molte cerimonie preparato in varie focacce rituali: ad esempio un rito nuziale dal nome confarreatio consisteva nell’ offerta agli dei e agli sposi, in segno di buon auspicio, pezzetti di una focaccia di farro. Nelle Marche prende piede soprattutto nelle zone interne per la notevole resistenza di questo cereale al freddo. Nel Medioevo suor Ildegarda di Bingen, dottoressa della chiesa poi divenuta santa, monaca benedettina mistica, predicatrice, consigliera di papi e imperatori, guaritrice, naturista una delle più grandi figure spirituali di quel tempo così ne parla nel suo trattato “le cure miracolose di suor Ildegarda“: “il farro è il miglior cereale, è caldo e forte ed è più dolce degli altri cereali. Fornisce a colui che lo mangia buona carne e buon sangue e origina allegria e gioia nell’ animo dell’uomo. Nessuno abbia paura di ingrassare a causa di una alimentazione a base di grano spelta (il farro), poiché i tessuti muscolari, connettivi, di sostegno e tutti gli organi vengono nutriti in giusta proporzione cioè sani e armoniosi. Tutto l’organismo ne risulta così rafforzato e può adempiere le sue funzioni nel modo migliore.” Nella regione Marche si trova la qualità più pura e antica il Triticum Dicoccum. È ricchissimo di fibra, vitamine e sali minerali e il suo consumo ha effetti benefici su malattie come la stipsi, l’ipercolesterolemia e il diabete. Inoltre favorisce la digestione, è energetico, sazia senza appesantire e contiene meno calorie di altri cereali: quindi, che altro aggiungere se non buon appetito…. In questo sito potete trovare il farro declinato in maniera diversa da solo o insieme ad altri cereali per zuppe o insalate sane e gustose.

magnifiercross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram