MANGIARE

I prodotti da noi selezionati sono tutti di piccole aziende agricole, piccole norcinerie o laboratori familiari o poco più: genuini, sani, tradizionali e BUONI!! Il meglio della tradizione enogastronomica delle Marche.

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BERE

Le cantine, i birrifici o i liquorifici scelti lavorano ancora la materia prima con l’attenzione alla qualità e alla tradizione della raccolta al prodotto finito:sono buoni perché sono fatti bene!!!! BEVI MARCHIGIANO.

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MONASTERI

Liquori, rimedi naturali, miele, cosmesi: l’antico detto Benedettino ”ora et labora” lo ritroviamo negli articoli dei monasteri che ci offrono questi prodotti frutto, per lo più, di antiche ricette.

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ARTIGIANATO ARTISTICO

Ecco una selezione di prodotti dei più bravi maestri artigiani delle marche. Pezzi unici lavorati a mano, ognuno con sfumature diverse usando solo materie prime naturali. Ogni acquisto viene correlato da un certificato di qualità che il prodotto è fatto in maniera artigianale da maestri artigiani marchigiani

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CHI SIAMO

Offriamo prodotti enogastronomici il più naturali possibili, realizzati con materie prime locali e lavorate con passione e tradizione.

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Nuovi Prodotti

ULTIME NOTIZIE

09 Dic

 E’ tradizione antica, e tutt’oggi esistente , accendere fuochi la sera del 9 dicembre per la venuta della Santa Casa.

Queste accensioni assumevano nomi diversi:dal più semplice “falò”,ai cosiddetti “focaracci”,(forse per la grandiosità dei fuochi che venivano accesi) nel maceratese o nel fermano:ad Ancona invece i “fugaroni” o “fugarò”;nell’ascolano “le fochere”; a San Severino Marche “li focarù” etc…..

Ci racconta il Ginobili che ad Ancona ogni rione aveva il suo piazzale dove accendere il fuoco. Nelle campagne l’impegno veniva preso da famiglie singole o riunite in gruppi che li accendevano nell’aia;negli agglomerati urbani l’iniziativa veniva assunta dalle comunità rionali o parrocchiali. Nell’ascolano,secondo Isa Tassi, la preparazione della fochera era lenta: talvolta iniziava una settimana prima. Ogni rione aveva la sua fochera: si raccoglieva dan

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02 Dic

La notte tra il 9 e il 10 dicembre si festeggia a Loreto la “ venuta “ della santa casa nel 1294. In merito alla parola venuta si legge nella rivista “ la vergine di Loreto “ del 1894 – la venuta e’ parola antonomastica per significare qua nella marca (la regione marche) la piu’ celebre, la piu’ portentosa di ogni venuta, quella cioe’ della santa casa nel nostro territorio – e’ da aggiungere anche che in altre regioni questa festa assume nomi diversi In Umbria prevale la denominazione di passaggio o gran passaggio. Narrava padre angelo d’Anghiari nel 1959 che trovandosi a Cascia un 23 dicembre vide un ragazza sui 12 anni con una mano fasciata, alla domanda su che cosa gli fosse accaduto rispose – mi sono ferito la notte del passaggio – lui non capi’ cosa fosse e il ragazzo lo guardo’ con meraviglia e gli disse – ma lei non sa che il 10 dicembre e’ il passaggio della madonna di Loreto ?- L’autore aggiunge che in qualche zona della toscana la festa viene chiamata - il gran tragit

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