Marzo 20, 2020 Ricette
Ingredienti per 4 persone :
400 gr spaghetti
5 rametti di maggiorana fresca (può andar bene anche secca)
1 rametto di rosmarino
un pugno di prezzemolo
timo qb
1 spicchio d’aglio
qualche foglia di basilico
peperoncino a piacere
olio extravergine di oliva qb
pecorino da grattugiare o parmigiano
30 gr di pinoli o mandorle
Preparazione: liberare il rosmarino e la maggiorana dalle parti legnose, unire il prezzemolo il timo e il basilico e tritare finemente insieme al peperoncino e all’aglio, aggiungere delle mandorle o dei pinoli. Porre il trito in una ciotola e aggiungere l’olio. Volendo si possono mettere tutti gli ingredienti in un recipiente e frullare con il frullatore ad immersione. Scolare la pasta, condirla con le erbe e abbondante formaggio grattugiato.
Mag 21, 2020 Territorio
Il piccolo comune dell’entroterra pesarese di Fratte Rosa è tutt’ oggi riconosciuto come la capitale delle terrecotte dell’alta Marca e luogo storico di “cocciai“ e “pignattari”.
Sono oggetti per lo più di uso comune e c’è una caratteristica che li rende immediatamente riconosciuti come le più originali delle Marche: il color nero melanzana (oltre, naturalmente, al bellissimo marrone terra). In questo meraviglioso borgo la suddetta produzione, i ”cocci“ come vengono chiamati popolarmente questi oggetti, fa parte di una antica tradizione. Probabilmente il nome del paese potrebbe derivare dal latino fracta, cioè rotta, battuta, lavorata e significherebbe proprio la manipolazione della terra con gli attrezzi e con le mani.
Nei documenti malatestiani degli archivi fanesi troviamo testimonianza dal medioevo dell’antico borgo Castrum Fractarum ma, forse, questa tradizione potrebbe risalire addirittura all’epoca romana. Testimonianze della tradizione dei cocci di Fratte Rosa la troviamo in documenti datati 1477, 1548 – 54: questi documenti rinvenuti a Pergola e a Fano sono una testimonianza certa che già dalla metà del 1400 questa tradizione fosse già molto radicata. Il termine ufficiale in uso a Fratte Rosa per i cosiddetti pignattai è “vasaro”: vasaro di questo luogo è la formula che compare di più che compare nei registri delle nascite. Una cosa molto curiosa scoperta nelle schede anagrafiche è che questi vasari sono definiti "illetterati“ e che firmano dunque con una croce.
Nel 1833 troviamo nell’elenco delle industrie della Regia Camera di Commercio ed Arti di Pesaro le "fabbriche vasi di creta“, il nome dei laboratori dei vasai ben 8 ditte ufficialmente registrate che sono anche le uniche attività produttive registrate ufficialmente: troviamo registrati 10 operai per un valore delle attività che vanno da un minimo di 40 lire ad un massimo di 150 lire.
Una simpatica descrizione di Fratte Rosa datata 1898 cita: “si fabbricano in questo paese vasellami di creta, assai resistente all’azione del fuoco e che costituisce un importante cespite di commercio per gli abitanti“. Nel 1911, come risulta dai suddetti registri, troviamo ancora attive 8 fabbriche che producono tra i 25000 e i 30000 pezzi annui cadauna. Nel 1934 troviamo uno scritto del Locchi che assomiglia molto alla descrizione del 1898: “fiorente industria paesana è la fabbricazione delle stoviglie che sono assai ricercate per la resistenza straordinaria all’azione del fuoco“ ………………..
Giugno 06, 2020 Ricette
Coniglio in porchetta
Ingredienti per 6/8 persone :
1 coniglio di circa kg 1.5
1 uovo
3 etti di carne macinata mista
1 mazzetto di finocchio selvatico
2 spicchi d’aglio
parmigiano grattugiato qb
100 gr di guanciale
20/30 olive nere
10 cucchiai di olio extravergine di oliva
Preparazione: si prepara il ripieno del coniglio facendo un polpettone con la carne macinata, il fegato del coniglio, l’uovo, il formaggio, una parte del finocchi selvatico tritato, sale.
Apriamo il coniglio a metà e lo riempiamo col ripieno preparato precedentemente, chiuderlo aiutandosi con spago o stecchini e riporlo in una capiente pirofila da forno unendo il rimanente finocchio selvatico tagliato grossolanamente, gli spicchi d’aglio il guanciale a pezzi, l’olio e il sale.
Cuocere al forno temperatura media per circa un' ora, quindi girare il coniglio e aggiungere le olive nere. Portare a fine cottura per circa trenta minuti bagnandolo di tanto in tanto con l’olio del fondo di cottura per farlo diventare croccante.
Uscirlo dal forno lasciare un attimo intiepidire, tagliarlo a pezzi unendo il ripieno tagliato a fette e servirlo con il suo fondo di cottura.
Consigliamo di abbinare il piatto con un buon Verdicchio, un Bianchello del Metauro Superiore o un Rosso Piceno. Buon Appetito!!!!!!!!!
Ottobre 20, 2020 Territorio
I moscioli di Portonovo sono delle cozze ma, a differenza delle cozze, crescono spontanee nella baia di Portonovo e quindi non sono allevate.
Questo è possibile perchè la conformazione degli scogli di questa baia sono veramente terreno fertile per la crescita spontanea di questo mitile: quindi non vengono allevati ma pescati. La pesca si svolge tra aprile e ottobre a pelo d'acqua e sotto con i sub.
Le prime testimonianze certe le abbiamo all'inizio del '900 ma con pesca molto limitata concentrata su pochi tratti della baia: la pesca avveniva per lo più a livello amatoriale con le batane, imbarcazione tipica dell'anconetano, e serviva solo per portare qualche soldo in più a casa in periodi di magra. Solo a partire dagli anni '50 la pesca del mosciolo cresce in maniera esponenziale con la crescita dell'offerta delle trattorie della baia: con la necessità di avere più prodotto le batane non bastano più e ci si rivolge ai sub per scendere a pescarle.
Nel 2004 viene inserito nei presidi slow food per salvaguardarle e valorizzarle :questo tutela tutt'oggi sia il prodotto che l'equilibrio tra il pescato e la capacità di riproduzione. La differenza tra il mosciolo e la cozza da allevamento, quelle che si trovano normalmente in tutte le parti d' Italia, sta nel profumo e nel gusto più accentuato che troviamo in questo fantastico prodotto.
Nel nostro sito trovate in vendita un sugo con i moscioli preparato da un piccolo laboratorio artigianale con una vecchia ricetta anconetana pronto all'uso solo da scaldare e da aggiungere un po' di prezzemolo e un filo d'olio extravergine d'oliva...........Buon appetito!!!!!!!!